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Pietra Iaccata
Pietra Iaccata

Una via per Serra di Crispo

Parco Nazionale del Pollino, 27/09/2015

In montagna ed in particolar modo nel Parco Nazionale del Pollino, il raggiungimento di una cima, non può essere visto come l’unico scopo di un’escursione. Il percorso non deve essere visto solo come una via che permette di raggiungere la meta, a capo chino, pensando solo alla fatica che si sta compiendo, o come un modo per evidenziare le proprie capacità tecniche ed atletiche. L’escursione deve essere un’esperienza di vita in simbiosi con la natura, che permetta di ascoltarne i suoni, di godere dei suoi colori, di percepirne gli odori e di stupirsi della sua fragile maestosità. E’ così, che il raggiungimento di una piccola vetta come Serra di Crispo, diventa un’esperienza grandiosa. Per raggiungerla questa volta, abbiamo percorso un vecchio sentiero che ancora non conoscevamo, nonostante la continua frequentazione della zona. Si tratta del sentiero che da Albanete, nei pressi di Mezzana Frido, conduce al Santuario della Madonna di Pollino.

Il sentiero appare subito poco frequentato, con la vegetazione che spesso restringe la traccia che comunque resta sempre evidente. Il sentiero percorre una parte delle gole basse di Iannace, in un ambiente suggestivo, ricoperto da muschi e felci, costellato di ciclamini e sormontato da faggi vetusti e rocce imponenti. Siamo continuamente ipnotizzati dal canto degli uccelli, tra cui le cince e il picchio, che però facciamo fatica a scorgere, tra le foglie ancora verdissime.

Fuori dalle gole, raggiungiamo pietra Iaccata e percorriamo la panoramicissima cresta di Madonna di Pollino, fino a raggiungere la statua. Lungo questo tratto i profumi sono davvero straordinari e passiamo parecchio tempo a cercare di fotografare un piccolo uccellino che si nasconde in un cespuglio, senza però riuscirci. La giornata è più calda di quanto avevamo previsto, complice anche la quota di partenza abbastanza contenuta. Percorriamo quindi il sentiero, che da Madonna di Pollino, conduce a fosso Iannace, fatto già più volte, ma sempre in senso opposto, di ritorno dalle nostre escursioni. Il suo aspetto a quest’ora del giorno lo rende quasi irriconoscibile ai nostri occhi. Anche qui la faggeta è davvero suggestiva e la percorriamo ammaliati, fino a raggiungere Fosso Iannace. Qui siamo un po’ infastiditi dal chiasso di escursionisti indisciplinati che stanno probabilmente risalendo il fosso, e quindi proseguiamo per raggiungere il Piano Iannace. Anche in questo tratto siamo ipnotizzati dai suoni del bosco mentre un picchio rosso sfreccia proprio sopra le nostre teste, senza però lasciarsi fotografare. Giunti a Piano Iannace, le nuvole hanno coperto tutte le cime, ma proseguiamo comunque, perché ormai la vetta non è molto distante.

Risaliamo il sentiero per Pitt’accurc’, deviando però, prima di raggiungere la sorgente, verso nord, sulla spalla di Serra di Crispo, percorrendo un antico sentiero, ormai quasi scomparso, che ci consente di intercettare la cresta di Nord Ovest. Percorriamo quindi una delle creste più belle di Serra di Crispo fino a raggiungerne la cima.

Qui immersi nella nebbia, che rende lo scenario particolarmente suggestivo, mangiamo qualcosa e cominciamo a scendere dalla normale. Passiamo dalla fontana di Pitt’accurc’ e raggiungiamo nuovamente Piano Iannace. Dopo aver imboccato il sentiero per Madonna di Pollino, lo abbandoniamo, per percorrere il sentiero che scende lungo il canale di Bosco tre Valli, in linea retta. Anche questo tratto, lo avevamo battuto una sola volta in pieno inverno, colmo di neve. Raggiungiamo la strada di Madonna di Pollino, la attraversiamo ed intercettiamo nuovamente il percorso dell’andata, che in breve ci ricondurrà al punto di partenza, subito prima che cominciasse a piovigginare. E’ in questo modo che riusciamo a sentire il respiro della montagna, a percepirne l’umore e a godere della sua sconfinata bellezza.

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