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2015-07-12 15-42-44-45

Il cuore del Pollino in Mountain Bike

Parco Nazionale del Pollino, 12/07/2015

Dev’esserci qualcosa di misterioso che ci spinge a compiere escursioni di questo tipo. Infatti, nonostante le interminabili e ripidissime salite sotto il sole rovente, il sudore che brucia negli occhi, gli insetti tra cui tafani e zanzare pronti a banchettare con il tuo sangue, il fango, la polvere e le piante spinose che si aggrappano alla pelle, torniamo a casa, felici per avercela fatta e con il pensiero a quale percorso affrontare la volta successiva. In mountain bike, tutto è amplificato, percorri molti chilometri, spesso a quote più basse e quindi più calde delle uscite a piedi, ma con dislivelli cumulativi molto consistenti. Durante l’uscita, raggiungi più volte il tuo limite, ma dopo una piccola pausa per riprendere fiato, ti rimetti in sella e pedali, finché non avrai completato il percorso. E non ti puoi rilassare neanche in discesa, perché non è asfalto, ma terreno sconnesso ed insidioso, dove devi lavorare di gambe e di braccia. Ma alla fine, nonostante la fatica, il dolore e la paura ti rimane solo il sapore dolce della conquista, del successo e del piacere di pedalare, in silenzio, immersi nella natura, dove ascolti solo il battito del tuo cuore e i suoni del bosco. La nostra avventura questa volta ha avuto inizio dalla bella frazione di Mezzana, da dove si comincia subito a salire su una stradina in forte pendenza, che ti fa già pensare che non ce la farai a concludere il giro programmato. La stradina, inizialmente asfaltata, diviene presto sterrata, e prosegue in un bel bosco fino a sbucare alla località Acqua Tremola, dove rabbocchiamo le borracce. Proseguiamo poi, lungo la via dei briganti, in leggera discesa, fino a raggiungere la strada asfaltata per Lago Duglia. In questo bosco la temperatura è molto più bassa di quella che ci ha fatto soffrire durante la salita, ma evitiamo di coprirci, fra un po’ si riprende a salire. Passiamo davanti a lago Duglia, dalla sorgente Chedichemo e davanti al rifugio Segheria. Ad un certo punto abbandoniamo la strada asfaltata e proseguiamo, sempre in salita dirigendoci verso la Falconara.

Nel punto più vicino alla Falconara, la strada scollina e comincia a scendere. Raggiungiamo quindi la stradina che prima in piano e poi in forte salita, conduce a Casino Toscano. Imbocchiamo ora la Rüeping che con bici da all mountain è per buona parte pedalabile, e che ci condurrà a Piano Iannace. Qui il percorso riprende in forte salita, in direzione della fontana di Pitt’accurc dove ci fermiamo a mangiare qualcosa. Dopo la piacevole sosta riprendiamo a salire fino a raggiungere la Grande Porta del Pollino, da dove, senza sostare cominciamo la discesa dei piani, seguendo le tracce lasciate dai fuoristrada che li attraversano.

Raggiungiamo la stazione di rilevamento della temperatura dell’Associazione Meteo Basilicata per lo smontaggio estivo, e poi ci dirigiamo verso la strada forestale per i Piani di Vacquarro. Dopo la lunghissima discesa, raggiungiamo i Piani di Vacquarro, dove riprendiamo nuovamente a salire, fino a raggiungere il Colle dell’Impiso. Dal colle, scendiamo su strada asfaltata, per poi imboccare una sterrata, che dopo qualche saliscendi, ci condurrà con una ripida ed accidentata discesa alla frazione di Conocchielle, dalla quale, con qualche altra pedalata, torniamo al punto di partenza, esausti, ma soddisfatti per la buona riuscita dell’escursione.

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