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2007-09-30 11-30-52-00

Il ritorno su Montea

Parco Nazionale del Pollino, 30/09/2007

La scorsa volta che siamo saliti su Montea siamo rimasti indubbiamente affascinati, ma abbiamo trovato cattivo tempo, che non ci ha permesso di godere appieno del panorama che questa splendida montagna è in grado di offrire. Inoltre non ci ha consentito di raggiungere la vetta più alta di Montea che è anche la più panoramica. La avevamo quindi lasciata con il proposito di tornare nuovamente in autunno, e così abbiamo fatto. Il cielo è limpido e a parte un po’ di umidità che vela il panorama, sembra essere la giornata giusta. Il percorso è lo stesso della volta scorsa ovvero dalla fontana di Cornìa lungo la cresta SE. Durante la salita ci capita di avvistare un grande rapace che volteggia nel cielo e riusciamo anche a fotografarlo. Raggiungiamo la cima di Montea (mt.1785) con la sua caratteristica colonnina di ferro triangolare che ne indica il punto più alto. Ma la cima più alta de La Montea è poco distante da questa e separata da un’insellatura che costringe ad effettuare alcuni passaggi piuttosto esposti. Raggiunta la cima (mt.1825) non possiamo che rimanere incantati dal panorama. Davanti a noi si erge La Caccia, monte Petricelle e si vede molto bene La Croce. Al di là il golfo di Policastro con le sue bellissime coste. Si vede tutto il gruppo del Pollino e verso O si scorge lo Ionio. Ritorniamo lungo lo stesso percorso. È un’escursione veramente appagante, ma riteniamo doveroso dover precisare, che il tratto che separa le due vette è tutt’altro che “un po’ esposto” come descritto sommariamente su molte guide. Il tratto è molto esposto e richiede assenza di vertigini, piede fermo e molta esperienza di montagna.

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