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2007-04-29 06-56-04-00

La Cresta delle Aquile

Parco Nazionale del Pollino, 29/04/2007

Chi ha mai detto che per vivere forti emozioni in montagna, è necessario raggiungere vette sempre più alte. Non è affatto vero, e lo dimostra la nostra ultima escursione, su una delle montagne più affascinanti dell’intero Parco Nazionale del Pollino, ovvero la Timpa di San Lorenzo (mt.1652). Si tratta di un gigantesco lastrone di roccia sollevato da un lato in seguito a colossali movimenti tettonici di distensione. La conformazione di questa montagna è quindi molto particolare, da un lato un’enorme ripida spalla molto regolare (i lisci di San Lorenzo) mentre dall’altra, la frattura, uno strapiombo vertiginoso di 800 metri a picco sul Torrente Raganello. Più avanti il Torrente si insinua nella Gola di Barile, un profondo canyon formato da questa parete e dalle pareti della Timpa di Cassano. La cresta tagliente, formata dai lisci e dalla parete suddetta è chiamata Cresta delle Aquile, ed è proprio questa che ci accingiamo a percorrere. Partiti infatti da un punto sulla strada tra San Lorenzo Bellizzi e Terranova di Pollino, nei pressi della Maddalena (mt.839), cominciamo subito a risalire i Lisci di San Lorenzo, affrontando ghiaioni a volte instabili, lisce placche rocciose, e attraversando le macchie sempreverdi di leccio, fino a raggiungere la cresta. Il panorama in cresta è mozzafiato e guardando in basso è possibile vedere il Torrente Raganello che scorre tumultuoso per via del disgelo. Strano ma vero, i versanti settentrionali delle cime più alte del Pollino, sono ancora innevate e in particolare l’imponente spalla NE di Serra Dolcedorme. A questo punto proseguiamo sul filo della cresta accompagnati dal rumore sommesso del torrente e dal panorama stupendo, fino a raggiungere la vetta. Dopo la piacevole sosta in vetta, cominciamo la discesa lungo un bellissimo sentiero, molto ben tenuto, che porta alla località Sant’Anna e sul quale con grande stupore, incontriamo ben tre gruppi di escursionisti che salgono in vetta! Arrivati a Sant’Anna pieghiamo ad Est per una traccia di sentiero che percorre un canale, per poi imboccare un altro sentiero che aggira la base della Timpa e prosegue fino a dei campi coltivati. Qui attraversiamo i campi e usciamo sulla strada a poco più di un chilometro dall’auto. È stata un’escursione fantastica, che consigliamo vivamente a tutti gli escursionisti con una buona esperienza di montagna vista l’esposizione di alcuni passaggi.

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