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2007-03-04 11-01-12-00

Monte Pollino Nord

Parco Nazionale del Pollino, 04/03/2007

Solo dopo una settimana dall’ultima escursione siamo di nuovo al Colle dell’Impiso (mt.1573) quest’anno insolitamente raggiungibile, per cercare di usufruire finché siamo in tempo della neve che va sempre più scomparendo. Lunedì scorso infatti c’è stata un’ultima nevicata e poi soltanto sole. Al Colle non c’è neve e quindi saliamo su Timpone di Mezzo per valutare la situazione sui Piani. La neve sembra essere confinata dai 1650mt in su. Leghiamo gli sci agli zaini inforchiamo titubanti gli scarponi e cominciamo a percorrere il sentiero alla base di Serra del Prete senza meta precisa. Mettiamo e togliamo gli sci più volte lungo il percorso sfruttando qualche accumulo di neve nel bosco, ma la situazione è poco felice. Attraversato il Valloncello di Viggianello cominciamo a salire lungo la strada forestale, sci a spalla fino a circa 1650mt quando cominciamo a trovare neve. La temperatura è elevata e il sole picchia ma la neve ci da energia e risaliamo rapidamente il sentiero con l’intenzione di raggiungere Serra di Crispo mancata la volta precedente. Mentre saliamo ci raggiunge un altro escursionista con le ciaspole diretto su Monte Pollino. Arrivati alla Radura di Rummo (mt.1700) la spalla N di Monte Pollino bianca ed imponente ci attira a se e quindi anziché deviare tiriamo dritti lungo la strada forestale con l’intenzione di risalire almeno fin dove possibile quella spalla. La neve è sufficiente e abbastanza compatta per tutta la prima parte finché non superiamo i due brevi tratti di bosco. Fuori dal bosco infatti lo strato diventa più sottile ma ancora più compatto consentendoci di salire zigzagando sci ai piedi. Incontriamo anche un gruppo di escursionisti che passata la notte al Gaudolino per vedere l’eclissi di luna erano saliti in cima al Pollino dalla cresta SO e scendevano dalla spalla che noi stavamo risalendo. Un ultimo sforzo per superare l’ultimo tratto di circa 40° di pendenza e siamo in vetta (mt.2248). Quasi non ci crediamo, siamo partiti senza meta e siamo saliti sci ai piedi su una delle vette più ambite specie d’inverno. Dopo aver scattato qualche foto, mangiato qualcosa e preparata l’attrezzatura ci accingiamo a scendere la stessa spalla della salita. È la prima volta che affrontiamo pendenze simili con gli sci ma quasi non ci pensiamo e ci lanciamo per una discesa mozzafiato disegnando una curva dopo l’altra senza sosta e con l’adrenalina che ci percorre la schiena. Una volta giù non ci resta che fotografare stupefatti le tracce dei nostri sci sulla neve che disegnano due lunghe serpentine dalla cima fino al bosco, e proseguire la discesa nel bosco prima e lungo la strada forestale poi, fin dove la neve finisce. Qui leghiamo gli sci agli zaini e torniamo alle auto in compagnia del gruppo che avevamo incontrato durante la salita. Non possiamo che essere soddisfatti di com’è andata la giornata, nonché la stagione nonostante la scarsità di neve, in quanto ci ha consentito di effettuare tante belle escursioni scialpinistiche. Speriamo che il prossimo anno ci regali molta più neve.

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