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2006-05-28 16-39-37-00

A picco sul Raganello

Parco Nazionale del Pollino, 28/05/2006

Un itinerario molto bello che si sviluppa in media a cinquecento metri a picco sul torrente Raganello. L’escursione ripercorre antichi sentieri che ormai non vengono più battuti neanche dai pochi pastori rimasti nella zona e che per questo vanno via via scomparendo, mangiati dalla vegetazione. Ed è stata proprio questa la maggiore difficoltà incontrata durante l’escursione. Partiti dalla piazza di Civita (mt.427) percorriamo la strada che porta all’Ostello della Gioventù. Di qui cominciamo a salire lungo un bel sentiero, segnato con tracce di vernice blu, un po’ esposto ma senza difficoltà, che ci porta fino ad un colle a quota 750m. Presa una stradina interpoderale raggiungiamo Colle la Ciuca (mt.829) e proseguendo per stradine e mulattiere raggiungiamo delle masserie. A questo punto la situazione si complica in quanto non riusciamo a trovare l’imbocco del sentiero che scende al Piano d’Ilice e ne imbocchiamo un altro che entra nel bosco di lecci ma che dopo neanche duecento metri si interrompe. Decidiamo quindi di scendere lungo il pendio boscoso, molto ripido, senza percorso obbligato fino ad incrociare il sentiero cercato. Anche questo però, dopo qualche centinaio di metri forse anche a causa di una nostra disattenzione lo perdiamo. Lo ritroviamo più a valle dopo aver percorso centocinquanta metri di dislivello lungo un impluvio. Percorso l’ultimo tratto di sentiero raggiungiamo finalmente il ponte d’Ilice (mt.427), o meglio quel che ne resta. Il ponte infatti è diroccato ma una struttura metallica ci permette di attraversare la profonda forra d’Ilice e di cominciare a salire lungo la ripida cresta che dopo un po’ di cammino ci porta ad un terrazzo di roccia sul Canyon. Entriamo quindi nel bosco di Santa Venere, un bosco di cerri e ginepri d’alto fusto che a tratti invadono il sentiero ostacolando il nostro cammino. Dopo una sosta obbligata al belvedere di Santa Venere (mt.774) rientriamo nel bosco, dove la situazione diventa ancora più difficile con il bosco che diventa molto fitto, il sentiero sempre meno evidente e i ginepri che non ci danno tregua finché non sbuchiamo su una stradina d’esbosco. Di qui guadagnamo la cima di Timpa del Demanio (mt.855) che ci offre un panorama mozzafiato. Scendiamo percorrendo la cresta Sud e arriviamo alla masseria del sig. Vavolizza con il quale intratteniamo una piacevole conversazione e che ci indica una sorgente lì vicino. Deviamo quindi dal percorso programmato per raggiungere la sorgente in quanto l’eccezionale caldo della giornata ha prosciugato le nostre riserve idriche. Individuiamo a questo punto il sentiero che scende fino al Fosso Casalecchio e alla sorgente omonima e che prosegue fino al Ponte del Diavolo (mt.261) ricostruito da poco. Attraversato il ponte, percorriamo la strada selciata che porta nuovamente al paese, dove ci aspetta un’ottima pizza con funghi porcini.

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