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La cresta dell'Infinito e la valle del Raganello
La cresta dell'Infinito e la valle del Raganello

La quinta stagione

Parco Nazionale del Pollino, 22/05/2016

In montagna, durante la primavera e l’autunno, la natura si esprime con i colori più belli. Ogni volta, si rimane estasiati per gli scenari che è in grado di restituirci, in primavera per i suoi verdi pastello e i mille colori delle fioriture, in autunno per i colori caldi delle foglie caduche che contrastano con il verde intenso dei sempreverdi. Quest’anno, dall’inverno anomalo, la primavera è ancor più suggestiva! Sembra di essere in una stagione intermedia tra primavera ed autunno! I colori caratteristici delle due stagioni coesistono, donando singolarità agli scenari a cui più volte abbiamo assistito. Tutto ciò è accaduto perché, le foglie ancora tenere degli alberi precoci, sono state bruciate dalla gelata di inizio maggio, e contrastano con quelle degli alberi più tardivi. I boschi più caratteristici per questa particolare situazione, sono quelli a nord del massiccio, dove il contrasto è forte tra il verde tenue, il marrone e il verde cupo dei pini loricati e degli abeti che popolano questo versante. Il tutto, arricchito dai colori delle fioriture, particolarmente abbondanti quest’anno, per il lento arrivo del caldo. Per godere di questa particolare condizione, decidiamo di compiere un’escursione dalla località Lago Duglia.

Raggiunto il Lago Fondo, ci fermiamo per osservare la fauna che lo popola. Avvistiamo numerosi tritoni e un gran numero di insetti acquatici.

Dopo la doverosa sosta, ripartiamo verso Pietra Castello, per poi raggiungere le sentinelle della Grande Porta del Pollino.

Di qui, compiendo una lunga traversata, percorreremo la cresta di Serra delle Ciavole, da Nord a Sud, fino a scendere al Piano di Fossa.

Durante la discesa purtroppo, l’estasi si trasforma in tristezza. Dal bosco della Fagosa si ode un tripudio di rumori di mezzi a motore. Al Piano di Fossa c’è un’auto parcheggiata, mentre lungo la strada forestale che ci accingiamo a percorrere, incrociamo cinque motociclisti, che al loro passaggio lasciano un puzzo infernale. Fortunatamente, il tratto di strada forestale, non è lungo, e ci spostiamo presto su una bella mulattiera poco conosciuta. In un istante, passiamo da un luogo devastato e violentato, ad un altro, dove la wilderness emerge con prepotenza. Il percorso, appena accennato, ed un po’ nascosto dai rami e da una ricca vegetazione, prosegue, alla base di Serra delle Ciavole, fino alla Masseria Rovitti. Lungo il percorso, individuiamo anche, una delle sorgenti più belle dell’intero Parco nazionale del Pollino, ovvero la Sorgente Raganella, che ci permette di dissetarci con le sue freschissime acque.

Dalla masseria, raggiungiamo Casino Toscano, e di lì riprendiamo la Rüeping, per ricollegarci al sentiero che scende nuovamente al punto di partenza. Anche su questo percorso, sbarrato all’ingresso da una catena, rinveniamo purtroppo, tracce di moto da cross! Nonostante questi momenti di tristezza, l’escursione ci ha deliziati con scorci di assoluta e selvaggia bellezza, che ci auguriamo, si conservino immutati nel tempo, così che possano essere goduti anche dalle generazioni future.

Commenti ( 2 )

  1. / Commentagiuseppe de michele
    gentili amici, dalla cima del dolcedorme vi abbiamo avvistato mentre attraversavate piano di fossa, nei pressi della nostra auto..... percorro ormai da anni ogni possibile sterrata del parco, ma con grande rispetto e amore per l'ambiente a me circostante. Il mezzo mi serve solo per avvicinarmi alla meta, non per scavare fossi o per fare trial...anch'io ho sentito dal vascello il tripudio di motori e non mi ha causato particolari emozioni o disappunto. E' una loro scelta divertirsi così....una volta al Colloreto ho conosciuto un gruppo di trialisti di Morano dal rispetto encomiabile....è tutto ok!!! ammiro le vostre escursioni e spesso ne prendo spunto per le mie, le vs foto sono superlative... un abbraccio, giuseppe de michele
    • / CommentaGiovanni & Renzo
      Caro Giuseppe, secondo noi, in un'area protetta e vulnerabile, come quella del Pollino, certe pratiche non dovrebbero essere consentite. Si arreca disturbo alla fauna e agli escursionisti, si rovinano i percorsi e si inquina inutilmente. Ci sono aree, sicuramente più adatte per praticare certi "sport". Circa il fatto di avvicinarsi alla meta, ormai siamo tutti abituati ad ottenere il risultato sempre e comunque, mentre dovremmo essere un po' più umili. Quando abbiamo cominciato a fare escursioni, senza il dovuto allenamento, abbiamo rinunciato alla meta più volte, nonostante avessimo la possibilità di avvicinarci con il fuoristrada come hai fatto tu. Mettiti nei panni di un escursionista che non ha un mezzo fuoristrada. Parcheggia a Colle Marcione e comincia a sprofondare nel fango, nel bosco della Fagosa, con le auto rumorose e puzzolenti che gli passano di fianco, fino a che non avrà raggiunto il piano di Fossa, dove forse potrà ancora godersi l'escursione! Comunque, nell'articolo abbiamo espresso la tristezza che abbiamo provato, nel sentire e vedere certe cose, perchè quando siamo sul Pollino, cerchiamo solo pace e natura incontaminata! Un saluto Giovanni e Renzo

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