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Il Piano di Lanzo
Il Piano di Lanzo

La montagna dei contrasti

Parco Nazionale del Pollino, 17/04/2016

Tanto sole e caldo, sono previsti per questa domenica di Aprile e noi abbiamo pensato ad un’altra uscita sulle montagne del Pollino. Questa volta però, decidiamo di spostarci in Calabria, sul massiccio dell’Orsomarso, denominato anche, dorsale del Pellegrino, con riferimento alla sua cima più alta. Ed è proprio il Cozzo del Pellegrino (1987m s.l.m.), la nostra meta, una estetica montagna, che si staglia sul grazioso abitato di San Donato di Ninea. Il punto di partenza è il Rifugio Piano di Lanzo, a quota 1351 metri, raggiungibile percorrendo una strada asfaltata, decisamente malmessa. Il rifugio è situato poco più in basso del pianoro omonimo, che in questa stagione è particolarmente suggestivo, per le ricche fioriture di ogni genere. Subito ci rendiamo conto dell’enormità di specie faunistiche che popolano questi boschi, e che in questo periodo sono in grande fermento. Avvistiamo uno scoiattolo meridionale, qualche picchio rosso, capinere, scriccioli, merli, fringuelli e le immancabili cince, intente ad arredare il proprio nido.

Mentre saliamo alla Cresta, ovvero l’insellatura tra La Calvia e il Cozzo di Valle Scura, avvistiamo anche un Capriolo, specie che notoriamente abita questi boschi, che corre verso di noi, per poi cambiare velocemente direzione appena si accorge della nostra presenza. L’incontro però è fugace e non riusciamo a fotografarlo. Raggiunta la Cresta, pieghiamo a destra, in forte salita lungo il crinale, fino a raggiungere la Calvia, che costituisce l’anticima di Cozzo del Pellegrino. Qui avvistiamo un falco di palude, che però si allontana rapidamente, lasciando il posto ad un gruppo di Corvi Imperiali.

Scendiamo leggermente nell’ampia insellatura ricoperta da una bassa faggeta, per poi riprendere a salire, fino a raggiungere la cima. Pochi metri prima della vetta, sulla sinistra, restiamo senza fiato, ammirando l’impressionante canalone roccioso, dalle pareti strapiombanti, ancora parzialmente innevate, che dalla cima precipita fino alla Carpinosa, 1300 metri più in basso, nella Valle dell’Abatemarco.

In vetta il panorama è superbo, nonostante non sia una giornata particolarmente limpida. Partendo da Est troviamo il mar Ionio ricoperto da un letto di nubi basse, mentre a Sud osserviamo l’altopiano della Sila. Girando ancora lo sguardo incontriamo gli altri monti di Orsomarso, mentre ad Ovest troviamo la Valle dell’Abatemarco che sfocia nel mar Tirreno. Proseguendo infine con lo sguardo verso Nord, troviamo la catena del Pollino, con la Serra del Prete, il Monte Pollino e la Serra Dolcedorme.

Dopo la piacevole sosta in vetta, ripartiamo, in direzione opposta, prima in cresta e poi sulla spalla, verso la Conca di Valle Lupa. La spalla e la conca sono ancora abbondantemente innevate, e sarà così per un bel tratto della stradina forestale che percorre la valle. Attraversiamo il lungo costone roccioso di Cozzo del Pellegrino, in corrispondenza di una selletta che lo divide dal Cozzo del Mangano, per poi scendere al sottostante Piano Puledro, dove individuiamo il sentiero 601 che conduce nuovamente al Piano di Lanzo.

Mentre camminiamo lungo il sentiero, la faggeta lascia il posto ad uno splendido bosco di ontano napoletano dal sottobosco ammantato di verde, con splendide e variegate fioriture, tra cui un bellissimo campo di narcisi.

Sono luoghi davvero incredibili e dai forti contrasti, dove percorri un campo fiorito e colorato, prima di affacciarti su un aspro canalone severo e selvaggio, dove arrivi in cima ad una montagna e ti affacci sul mare, dove sali percorrendo un sentiero rovente e scendi per una valle innevata, dove puoi compiere un’esperienza indimenticabile in luoghi ormai dimenticati!

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