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Serra Dolcedorme
Serra Dolcedorme

La mano amorevole della natura

Parco Nazionale del Pollino, 28/03/2016

Un’altra bellissima scialpinistica, nel cuore del parco Nazionale del Pollino, si è concretizzata il giorno di Pasquetta. Così, mentre un’orda di vacanzieri scatenati, affollava i prati e i boschi, ai piedi delle montagne, noi godevamo del silenzio e della pace di cui solo quassù si può godere. Si, lontani dagli schiamazzi, dagli ingorghi, dalle grigliate e le abbuffate, che sempre meno riusciamo a tollerare, mentre già soffriamo, pensando a quanta immondizia lasceranno sparsa in ogni angolo del parco. Partiamo da Colle dell’Impiso alla volta del Dolcedorme, passando da Colle Gaudolino, risalendo alla Dolina di Monte Pollino, che attraverseremo, puntando verso la Sella Dolcedorme. Durante la notte non è stato sereno, quindi le temperature non sono scese tanto da far ghiacciare la neve, che risulta invece portante ma poco impegnativa con gli sci. Le nuvole si spostano velocemente, così che spazi di sereno si alternino ad annuvolamenti che fanno salire e scendere continuamente la nostra temperatura. Il sole scotta, ma appena si copre, un venticello gelido si alza e raffredda tutto. Zigzagando raggiungiamo la vetta, in un istante sereno, prima che si copra nuovamente.

Ci prepariamo per la discesa, e non appena si apre, ci lanciamo in una delle più belle discese di sempre, da quando pratichiamo scialpinismo! Sulla spalla Nord non c’è un filo di crosta e la neve è soffice, tanto da permetterci di volare! Non siamo in grado di descrivere la sensazione che si prova in questi momenti, ma sono gli istanti in cui entri a più stretto contatto con la montagna e la natura in genere. Ad ogni serpentina hai la sensazione di lanciarti nel vuoto e una mano amorevole ti afferri per non farti cadere! Imboccata la cresta Nord, scendiamo, attraversando la faggeta e le splendide radure, fino al Varco del Pollino.

A questo punto si potrebbe scendere ai Piani di Pollino e traversarli, fino alla strada forestale per Vacquarro, ma questa volta, le nostre intenzioni sono diverse. Vogliamo raggiungere la strada forestale dopo un’altra discesa, e per farlo, risaliamo il versante Sud di Serra delle Ciavole. Qui la neve è più difficile da gestire in quanto, uno strato superficiale, tende a scorrere rispetto a quello più compatto sottostante! Bisogna rimanere sempre concentrati per evitare che gli sci mollino la presa sul ripido pendio ad Ovest della cresta.

Anche qui, raggiungiamo la vetta poco prima che le nuvole ci invadano, solo che, questa volta, non sembra volersi aprire. Partiamo comunque per la discesa nella nebbia, fino a raggiungere la balconata su Piano Toscano. Qui comincia anche a piovigginare, ma, mentre scendiamo, la nebbia si dirada, permettendoci di godere fino in fondo di quest’altra splendida discesa. Anche nel bosco la neve è fantastica e veloce e ci permetterà di raggiungere sci ai piedi il balcone sul Frido, poco prima del piano di Vacquarro. Da questo punto mettiamo gli sci a spalla e percorriamo a piedi l’ultimo tratto che ci separa dal punto di partenza. Facciamo sempre più fatica a lasciare questi luoghi dopo le nostre escursioni, e questa volta più del solito. Rientriamo, rivivendo ogni momento, e cercando di intuire quanto ancora reggerà la neve sulle nostre montagne, mentre attraversiamo i luoghi un po’ più a valle, ancora affollati e violentati dai tanti vacanzieri irrispettosi.

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